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Belluno, 26 - 08 -16
Si conclude con oggi l'intervento del Soccorso alpino e speleologico del Veneto in aiuto della popolazione colpita dal terremoto ad Amatrice,  domani rientreranno i 37 volontari partiti tra ieri e mercoledì dalle province di Belluno, Padova, Treviso, Verona e Vicenza, appartenenti alle tre Delegazioni venete, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Veneto, VI Speleologica. Sotto la direzione della Protezione civile, si sono affiancati ai colleghi del Cnsas e alle numerose forze presenti, partecipando da subito alla ricerca di eventuali superstiti con un'unità cinofila da macerie, al recupero dei corpi sepolti, fornendo le competenze sanitarie dei numerosi medici e infermieri accorsi, nonché quelle specifiche alpine e speleologiche Questa mattina i soccorritori si sono suddivisi in squadre e sono stati elitrasportati nei borghi circostanti, laddove non è stato possibile raggiungerli con i mezzi fuoristrada o accompagnati da privati cittadini. Hanno provveduto alla bonifica e verifica delle presenze in numerose frazioni e paesini, come Crusciano, Collegentilesco, Forcelle, Aleggia, con il compito di consigliare di abbandonare le abitazioni a chi ancora risiedeva e di raccogliere, al contrario, i nominativi di quanti intenzionati a non abbandonare la propria casa da comunicare al Centro di coordinamento, assieme ad eventuali richieste ed esigenze. Le squadre hanno permesso di accedere in sicurezza nelle abitazioni, dove possibile,  a chi volesse recuperare beni personali. Tra le varie azioni portate a termine, hanno aiutato un agricoltore, che non voleva lasciare i propri animali, a montare la grande tenda messa a disposizione dall'esercito; raggiunto una famiglia intenzionata a restare a vigilare sul proprio bestiame in un paese ritenuto deserto; segnalato un vecchio ponte romano ancora utilizzato, ma compromesso dal sisma. Poiché la scossa di questa mattina all 6.30 ha danneggiato la strada principale, probabilmente la carovana dei mezzi domani dovrà trovare strade alternative per il rientro. 
 
Perarolo di Cadore (BL), 26 - 08 -16
Attorno alle 17.40 i vigili del fuoco hanno allertato il 118 dopo aver ricevuto la chiamata di un escursionista, che si trovava con il figlio, e aveva perso la traccia del sentiero in Val Montina. Dopo essere partiti da Casera Val Montina, padre e figlio trevigiani, di 38 e 6 anni, avevano seguito il percorso che costeggia il torrente Montina, superando i ponticelli che scavalcano i ruscelli affluenti, finché non erano passati sulla destra orografica dove avevano smarrito la corretta direzione. L'uomo aveva subito deciso di fermarsi e chiedere aiuto. Contattato telefonicamente, grazie all'applicazione di geolocalizzazione del Soccorso alpino, sono state individuate le coordinate Gps del punto in cui si trovavano. Due squadre del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, del Sagf e dei vigili del fuoco, hanno quindi avviato la ricerca da due punti diversi, hanno ritrovato padre e figlio verso le 19 e li hanno riaccompagnati alla loro auto.
Cortina d'Ampezzo (BL), 26-08-16
Attorno alle 14 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del Rifugio Vandelli, nel Gruppo del Sorapiss, per un'escursionista che, scivolata non distante, aveva raggiunto l'edificio pur con una probabile lussazione alla spalla, ma non era più in grado di proseguire. Il personale medico sbarcato nella piazzola ha prestato le prime cure alla donna, M.B., 58 anni, di Parma, che è stata poi caricata a bordo e accompagnata al pronto soccorso del Codivilla.
Recoaro Terme (VI), 26-08-16
Cercano di percorrere la Ferrata del Vajo Scuro, Monte Fumante/Monte Obante, senza imbrago, casco e dissipatore e rimangono bloccati dopo il primo tratto. Questa mattina alle 7.40 il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno è stato allertato per due uomini incrodati nella parte iniziale dell'itinerario: i due, F.B., 43 anni, di Recoaro Terme (VI), e G.V., 38 anni, di Valdagno (VI), avevano iniziato a risalire la ferrata - classificata EEA, quindi per escursionisti esperti dotati di attrezzatura alpinistica - senza nessun tipo di dotazone di sicurezza e, superato il primo tiro verticale di 60 metri, issandosi lungo la fune metallica, si erano fermati su una cengia, uno di loro con un probabile strappo alla spalla. Non avrebbero in qualunque caso potuto proseguire oltre, in quanto li avrebbe attesi un tratto strapiombante. Sette soccorritori hanno quindi percorso il sentiero di avvicinamento in circa un'ora e, salita la ferrata, li hanno raggiunti a 1.450 metri di quota. Dopo aver dato loro casco e imbrago, li hanno assicurati e calati per 60 metri lungo la parete e assieme a loro sono tornati al Rifugio Cesare Battisti alla Gazza, dove sono arrivati verso mezzogiorno e mezza.
 
Alleghe (BL), 26-08-16
Questa mattina alle 8.20 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del Col Reàn, in seguito alla chiamata del gestore del Rifugio Tissi. Da ieri sera infatti un'ospite lamentava dolori alla schiena. Atterrata nei pressi della struttura, l'eliambulanza ha sbarcato il personale medico e il tecnico di elisoccorso. M.G., 65 anni, di Rho (MI), è stata visitata, caricata a bordo e trasportata all'ospedale di Belluno per le verifiche del caso.