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Auronzo di Cadore (BL), 25 - 04 - 17
Passato mezzogiorno il 118 ha attivato il Soccorso alpino di Auronzo su richiesta di un escursionista, che aveva perso l'orientamento a causa della nebbia durante una camminata dal Rifugio Lavaredo al Pian di Cengia lungo il sentiero numero 104, sotto le Tre Cime di Lavaredo. Risaliti alle coordinate Gps grazie all'applicazione di geolocalizzazione in dotazione al Soccorso alpino, i soccorrirori hanno presto individuato il luogo esatto dove si trovava E.T., 41 anni, di Lamon (BL), lo hanno raggiunto e riaccompagnato indietro.
 
Lentiai (BL), 25 - 04 - 17
Attorno alle 10.45, il 118 è stato allertato dal figlio di un uomo, che era stato investito da una pianta mentre stava tagliando alberi in un bosco sopra l'abitato di Lentiai. Sul posto, oltre la zona Il Portico sulla Costa di Carpenon, si è portato un tecnico del Soccorso alpino di Feltre assieme a medico e infermiere dell'ambulanza, che hanno iniziato a praticare le manovre di rianimazione, in quanto il ferito, A.T., 76 anni, di Lentiai (BL), subito apparso grave, aveva perso conoscenza. Raggiunti dai Vigili del fioco e dall'equipaggio dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. A lungo è stato tentato il possibile, ma purtroppo al medico non è rimasto che constatare il decesso dell'uomo. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione - presenti anche i carabinieri - la salma ricomposta è stata recuperata dal tecnico di elisoccorso con un verricello, per essere trasportata a valle e affidata al carro funebre.
 

Crespano del Grappa (TV), 24 - 04 - 17

Domani, 25 aprile, il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa festeggerà i 40 anni dalla propria istituzione. Per onorare l’importante traguardo ieri gli attuali componenti della Stazione si sono ritrovati con gli storici fondatori, gli amministratori dei comuni di competenza territoriale, familiari, amici, e hanno passato una giornata assieme, ritornando alle origini nelle parole dei primi soccorritori e tracciando un bilancio, sostanzioso e positivo, di questi quattro decenni di attività. Il Vivaio forestale One’ ha ospitato l’evento, che ha preso il via con una esercitazione - la simulazione del recupero di un pilota di parapendio precipitato e rimasto sospeso tra i rami di un albero, una delle emergenze più frequenti sul Grappa - con la partecipazione dell’elicottero del Suem di Treviso emergenza. Dopo la Santa Messa, il capostazione Mark Fiorese ha ripercorso il quarantennio del sodalizio, consegnando una targa ai 16 fondatori, con lui il presidente del Soccorso alpino e speleologico Rodolofo Selenati, il delegato e il vicedelegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, Alex Barattin e Mario Brunello. “Non è stato semplice allora partire – ha ricordato Leonio Conte, primo responsabile e a lungo conduttore dell’unità cinofila della Stazione – avevamo buona volontà, ma eravamo senza materiali e un’istruzione specifica. Una base spontanea che nel tempo, anche grazie ad Angelo Devich, ha iniziato la formazione ed è cresciuta”. Il dottor Aurelio Tommasi, cui si deve il fondamentale apporto sanitario all’interno del soccorso specializzato, ha raccontato il primo intervento del ‘77, portato a termine con Leonio e due carabinieri nei pressi di malga Camparonetta a bordo di una Campagnola senza freni, mentre il presidente del Sasv Selenati ha ringraziato tutti i soccorritori, sia quelli del passato, che gli attuali e le giovani leve in formazione, senza dimenticare l’indispensabile supporto delle famiglie. A nome degli altri primi cittadini e amministratori presenti, ha parlato il sindaco di Crespano del Grappa, Annalisa Rampin: “Vi ringrazio a nome di tutti, perché è tanto quello che fate per noi ed è bello vedere anche negli occhi dei fondatori lo stesso spirito che anima i soccorritori di oggi. Tutto il territorio deve ringraziare l’attività di persone che non hanno voluto delegare gli altri, ma ci hanno creduto e hanno deciso di provarci. Dagli stessi volontari si sono affinati e differenziati il Soccorso alpino e l’Avab, che hanno permesso poi di mantenere un presidio sanitario fondamentale per la Pedemontana”.
Di seguito, la storia del sodalizio
 
40° Anniversario fondazione della Stazione “Pedemontana del Grappa”
Verso la metà degli anni ’70 nasceva l’esigenza di fornire assistenza e soccorso alle tante persone che per lavoro rurale o per il crescente turismo sportivo frequentavano il Monte Grappa, prima montagna delle Prealpi che si eleva dalla pianura con un massiccio dolce alla vista ma dall’orografia complessa. 
E’ così che il 25 aprile 1977 un gruppo di 16 appassionati della montagna (Siro ANDREATTA - Tullio ANDREATTA - Graziano BASTIANON - Dino BROMBAL - Mara BROMBAL - Agostino CAPOVILLA - Leonio CONTE - Alberto GUZZELLA - Alessandro GUZZELLA - Francesco SARTORI - Pietro SIGNOR - Loris SORATO - Aurelio TOMMASI - Gerolamo VARDANEGA - Ivo ZULIAN - Renato ZULIAN), gran conoscitori dei sentieri e delle valli più impervie del monte Sacro alla Patria, consapevoli delle problematiche legate al soccorso, costituivano l’associazione di volontariato denominata “SOCCORSO ALPINO PEDEMONTANA DEL GRAPPA”. Le finalità erano quelle di organizzare un servizio di soccorso per eventuali incidenti in montagna, di promuovere e coordinare iniziative di informazione e comportamento in montagna e di addestrare gli associati ritenuti idonei per interventi di soccorso. Nel giro di poco tempo (01.01.1979) il gruppo entrava a far parte ufficialmente del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico dapprima come “distaccamento” della Stazione di Feltre con la nomina a responsabile di Leonio CONTE.
Da allora, dopo essere divenuta nel 1988 entità autonoma inserita nella Delegazione “Dolomiti Bellunesi” del Soccorso Alpino Veneto con la denominazione di Stazione CNSAS “Pedemontana del Grappa”, la preparazione tecnica ed operativa dei soccorritori è andata sempre più elevandosi fino ad arrivare ad essere, in virtù di apposite convenzioni, il supporto tecnico di riferimento per il SUEM 118 e del relativo servizio di Elisoccorso negli interventi in ambente montano, impervio ed ostile in genere.
Il merito di questa evoluzione professionale va sicuramente a tutti gli operatori volontari ma anche a chi li ha guidati quali i responsabili del sodalizio che si sono via via succeduti negli anni come, in ordine cronologico, Francesco SARTORI, il compianto Agostino CAPOVILLA, Renato ZULIAN, nuovamente Leonio CONTE, Luciano TOMMASI, Angelo DEVICH, Pietro DAL BROI, Ivo ZULIAN, Mario BRUNELLO fino all’attuale Capo Stazione Mark FIORESE.
Attualmente la Stazione ha sede a Crespano del Grappa presso gli stabili dell’U.L.S.S. 2 nell’area dell’ex ospedale dove ha sede anche una base distaccata del S.U.E.M. 118 con cui opera in caso di interventi di soccorso in ambiente montano e/o comunque impervio ed ostile.
Il territorio di competenza si estende sul versante meridionale del massiccio del Monte Grappa nonché sui colli asolani e del Montello, sui versanti montani della Val Brenta nonché della pedemontana bassanese fino al limite dell’Altopiano di Asiago. Gli stessi soccorritori operano anche al di fuori della propria competenza territoriale in caso di urgenze quali ricerche in valanga oppure in caso di interventi di ricerche/o interventi di protezione civile (si veda le recenti emergenze nelle Marche ed in Abruzzo). Allo stato la Stazione si compone di 25 operatori tra cui 2 Tecnici di Soccorso Alpino e 2 aspiranti Tecnici, 1 Tecnico di Ricerca, un’unità cinofila da valanga e ricerca superficie, 2 operatori di Soccorso in Forra, 1 operatore di soccorso in pista, 3 infermieri professionali, 2 medici, 2 collaboratori logistici e 15 operatori di Soccorso. Attualmente sono inseriti anche nr. 2 aspiranti soccorritori per un giusto affiancamento e specifica preparazione in vista della verifica di ammissione e l’eventuale frequentazione dei vari moduli come statuito dal vigente piano formativo regionale per garantire la giusta formazione e preparazione in vista della loro piena operatività. La maggior parte degli interventi sono conseguenti allo svolgimento di attività quali l’escursionismo e il volo libero (parapendio e deltaplano), attività quest’ultima molto diffusa nel territorio di competenza con conseguente afflusso di turismo straniero e che ha comportato un sempre maggior numero di interventi di recupero di piloti illesi precipitati sugli alberi e rimasti sospesi dal suolo.
Di strada da quel famoso 25 aprile 1977 ne è stata fatta tanta così come di soccorsi ma lo spirito è rimasto sempre lo stesso così come il fine: aiutare chi necessita di aiuto in montagna con solidarietà, celerità e professionalità.
40 ANNI SI STORIA…. 40 ANNI DI SOCCORSI SUL MONTE GRAPPA….GRAZIE A TUTTI COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO A TUTTO CIO’ OVVERO TUTTI I VOLONTARI CHE HANNO FATTO PARTE E/O FANNO PARTE DI QUESTO MAGNIFICO GRUPPO, OGNUNO CON I SUOI RICORDI E CON LE SUE SUE STORIE DA RACCONTARE.
Pove del Grappa (VI), 22 - 04 - 17
Mentre con un gruppo di volontari stava ripulendo dalla spazzatura il Sentiero degli scalpellini, M.M., 56 anni, di Pove del Grappa (VI), è scivolata nel bosco, mettendo male un piede. Il 118 ha allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa poco prima delle 9 e una squadra è arrivata in macchina alla partenza dell'itinerario per poi proseguire a piedi per una quarantina di minuti. Una volta raggiunta a circa 650 metri di quota, l'infortunata è stata stabilizzata e caricata in barella, per essere trasportata in un punto più aperto tra gli alberi, 100 metri più sopra, dove, ripulita ulteriormente dai cespugli la vegetazione, il tecnico di elisoccorso dell'eliambulanza di Treviso emergenza la ha potuta recuperare utilizzando un verricello. La donna, con un probabile trauma alla caviglia, è stata portata a valle fino al campo sportivo e lì affidata a un famigliare, che l'avrebbe accompagnata autonomamente all'ospedale.
 
Auronzo di Cadore (BL), 21 - 04 - 17
Nel tardo pomeriggio l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulla Croda dei Toni, lungo il sentiero 107, la nuova ferrata realizzata lo scorso anno, dove una coppia di escursionisti tedeschi, persa la traccia dell'itinerario attrezzato, si era ritrovata bloccata in una zona franosa, lei con un trauma al ginocchio. Individuati dall'equipaggio a circa 2.300 metri di quota, i due sono stati recuperati dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri, per essere trasportati a scadenza effemeridi all'ospedale di Pieve di Cadore per gli accertamenti del caso.