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Veneto, 20 - 01 - 17
Su richiesta della Sala operativa di Rieti una ventina di tecnici del Soccorso alpino e speleologico Veneto sono pronti a partire domani per dare il cambio ai colleghi impegnati in Abruzzo e affiancare le altre forze in campo, fino al termine dell'emergenza che ha colpito le popolazioni delle regioni del Centro Italia, piegate dal terremoto congiunto alle fortissime nevicate. In questo momento, malgrado abbia ripreso a nevicare, squadre del Soccorso alpino e speleologico di Veneto, Abruzzo, Lazio, Lombardia, Molise e Piemonte, assieme al Sagf di Lombardia e Valle d'Aosta e ai Vigili del fuoco, stanno continuando a scavare nel punto dove la valanga ha trascinato l'Hotel Rigopiano di Farindola, più a valle rispetto al ritrovamento di madre e figlio, ovvero nella zona del bar e della Spa, da dove provengono altre voci. La struttura, collassata in alcuni punti, è ricoperta da 5-6 metri di neve e i soccorritori stanno cercando di procedere lungo cunicoli. Oltre agli 8 tecnici da ieri operativi nell'area della valanga, le altre squadre del Sasv stanno intervenendo in diverse zone del Teramano, in supporto al personale sanitario in caso di infortuni o malori, portando generi di prima necessità e alimentari e cercando di raggiungere luoghi abitati per verificare le condizioni dei residenti e rispondere alle loro necessità urgenti. In particolare una squadra, dopo il supporto a un intervento nella frazione di Paranesi, stanotte si porterà a Valle Castellana, isolata da domenica scorsa, i cui abitanti sono in contatto telefonico. I soccorritori una volta sul posto, dove già è presente il Soccorso alpino lombardo, dovranno però cercare di raggiungere casa per casa i circa 300 residenti delle frazioni attorno, dei quali non si hanno ancora notizie. Una squadra, con sci e pelli di foca ha invece portato alimenti - pasta, pomodori, biscotti, fagioli, zuppe - alle famiglie di Altavilla. Altri soccorritori si sono mossi in altre borgate attorno a Montorio al Vomano e una squadra si è aperta un varco sulle strade grazie al gatto delle nevi dell'Unione montana Centro Cadore, in gestione alla Cooperativa Cadore. Domani i volontari della II Delegazione Dolomiti Bellunesi partiranno alle 13 dalla sede di Via dell'Artigianato per ritrovarsi a Padova con i colleghi delle altre due Delegazioni, XI Prealpi Venete e VI Speleo Veneto - Trentino Alto Adige, e procedere con il viaggio. Trasporteranno quad e motoslitta. 
 
Veneto, 19 - 01 - 17
Con grande difficoltà, dovuta alle strade inagibili dopo le fortissime nevicate, le squadre del Soccorso alpino e speleologico Veneto (II Delegazione Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete e VI Speleo Veneto - Trentino Alto Adige) stanno cercando di raggiungere le zone loro destinate dal Dipartimento di Protezione civile. Questa mattina trenta soccorritori sono partiti dalle diverse province: in 8 elitrasportati da Sospirolo e dall'aeroporto di Belluno con un elicottero convenzionato con la Regione Veneto, i restanti con mezzi propri, compresi quanti avrebbero dovuto partire da Villafranca (VR) con un aereo dell'Aeronautica militare, volo poi cancellato. Destinazione Pescara e Teramo in Abruzzo. La squadra che sta trasportando il gatto delle nevi dell'Unità montana di Pieve di Cadore e un quad sta per raggiungere Pescara e da lì sarà inviata in un paesino isolato da giorni. Otto soccorritori, assieme ai colleghi piemontesi, daranno il cambio a quanti da stamattina si trovano a Farindola, per cercare le persone disperse dopo la caduta della valanga che ha investito l'Hotel Rigopiano. Altre squadre, assieme ai soccorritori lombardi, stanno invece provando ad aprirsi un varco sulla strada che conduce a Valle Castellana, un migliaio di abitanti, ma il rischio di valanghe dai versanti che costeggiano il percorso e l'alto spessore della neve stanno rallentando l'avanzata dei mezzi con le catene. Un altro gruppo di soccorritori è infine stato destinato nei territori del comune di Montorio al Vomano, dove non c'è copertura telefonica. Le finalità sono ripristinare un minimo di accesso viario e verificare le condizioni dei residenti per poi poter provvedere alla consegna di medicinali e generi di prima necessità.
Belluno/Verona, 19 - 01 - 17
Su attivazione regionale e nazionale del Dipartimento di Protezione Civile, trenta tecnici del Soccorso alpino e speleologico Veneto si sono subito messi a disposizione per raggiungere e affiancare i colleghi delle regioni del Centro Italia, Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria, nel portare aiuto alla popolazione piegata dalle continue scosse di terremoto e dalle fortissime nevicate delle ultime ore. I soccorritori, appartenenti alle tre Delegazioni (II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleo Veneto - Trentino Alto Adige) sono divisi in due scaglioni: dal Bellunese alcune squadre sono appena partite da Sospirolo con l'elicottero della Protezione Civile e altre sono in procinto di farlo dall'aeroporto cittadino, mentre altri soccorritori decolleranno alle 9.30 con un aereo dell'Aeronautica militare diretto a Pescara da Villafranca di Verona. È già inoltre sulla strada un convoglio di mezzi, tra i quali un gatto delle nevi dell'Unità montana di Pieve di Cadore. Una volta sul posto verranno destinati nelle diverse aree a seconda delle urgenti emergenze.
 
Malcesine (VR), 15 - 01 - 17
Alle 18.40 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per una famiglia venuta a trovarsi in difficoltà sul Monte Baldo. Padre, madre, tre bimbi e il loro cane, scendendo dalla stazione a monte della Funivia di Malcesine verso il lago, si erano infatti attardati e, sorpresi dal buio, non erano più in grado di proseguire. Tramite la centrale operativa del Cnsas di Torino, grazie all'applicazione di geolocalizzazione con smartphone, i soccorritori sono risaliti alle coordinate Gps del punto in cui si trovava il gruppo, non distante dalla stazione intermedia. Mentre una squadra partiva dalla sede, un soccorritore di Ala residente a Malcesine, che sempre interviene in supporto al Soccorso alpino di Verona, risalito in macchina il più vicino possibile, ha quindi raggiunto la famiglia a piedi per poi riaccompagnarla a valle. 
 
Lusiana (VI), 08 - 01 - 17
Nella notte il 118 di Vicenza è stato chiamato per tre speleologi entrati in mattinata nell'Abisso del Corno di Campo Bianco in Val Galmarara, sull'Altopiano di Asiago, senza però fare ritorno, l'allarme lanciato da un amico che li stava aspettando al Bivacco Tre Fontane. Allertate alle 2.30 circa, una squadra del Soccorso alpino di Asiago e una squadra di primo intervento del Soccorso speleo di Vicenza si sono messe in moto e hanno raggiunto il bivacco, non distante dall'ingresso della cavità - una grotta ancora in esplorazione, impegnativa, che raggiunge gli 800 metri di profondità - per verificare la segnalazione e predisporre l'avvio delle operazioni, mentre le altre Stazioni della VI Delegazione speleologica Veneto - Trentino Alto Adige si preparavano a partire con l'opportuna attrezzatura dai diversi magazzini. Fortunatamene, una volta lì, i soccorritori hanno visto delle luci provenire dall'ingresso. Erano i tre speleo, due uomini e una donna vicentini, che stavano rientrando. Una volta appurato che i tre stavano bene e si era trattato solamente di un ritardo, le squadre sono scese a valle. L'intervento si è concluso poco prima delle 6.